Università “all’esame” del Garante: la tutela del whistleblowing non rispetta il GDPR

Tutela del whistleblowing a prova del GDPR: errori da non commettere

Con il recente Provvedimento del 23 gennaio, il Garante privacy ha sanzionato l’Università La Sapienza di Roma, per una somma pari a 30 mila Euro.

La vicenda, risalente al dicembre 2018, ha ad oggetto l’avvenuta diffusione di dati personali trattati attraverso la piattaforma che l’Ateneo, all’epoca dei fatti, utilizzava per l’acquisizione e la gestione delle segnalazioni di illeciti da parte dei propri dipendenti e di soggetti terzi, nell’ambito della disciplina del c.d. whistleblowing.

Come è noto, con l’introduzione della legge n. 179/2017, è stata potenziata l’applicazione on line per le segnalazioni di illeciti o irregolarità e comunicazioni di misure ritorsive, ai sensi dell’art. 54-bis, d.lgs. 165/2001: le Pubbliche Amministrazioni, pertanto, sono tenute a predisporre una piattaforma interna, affinché possano essere effettuate le segnalazioni nel più completo rispetto delle regole sull’anonimato.

Con nota del 14 dicembre 2018 (prot. n. 37333), l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” ha notificato al Garante, ai sensi dell’art. 33 del GDPR, la dispersione di dati personali comuni (nome, indirizzo e-mail) relativi a 2 segnalanti.

In particolare, tali dati ottenuti tramite la piattaforma whistleblowing, sono stati oggetto:

  • Di illecita pubblicazione sul web dell’elenco dei soggetti che hanno aperto segnalazioni riservate, contenute nell’applicativo;
  • Di indicizzazione delle pagine web in questione da parte di motori di ricerca web.

 

Nel corso dell’istruttoria sono emerse molteplici criticità, inerenti alla sicurezza del trattamento. In particolare, il Garante ha individuato significative criticità in relazione alle misure tecniche per il controllo degli accessi e per il trasporto e la conservazione dei dati.

Per tali ragioni, l’Autorità ha rilevato l’illiceità del trattamento di dati personali effettuato dall’Università degli studi di Roma, per aver, in particolare, omesso di adempiere agli obblighi di sicurezza imposti dall’art. 32 del GDPR.

 

La necessità di percorsi formativi adeguati e di servizi di consulenza mirati: le proposte di Hedya

 

Le recenti pronunce del Garante privacy confermano che per poter operare correttamente, una ottima conoscenza dei principi e delle novità introdotte dal GDPR, nonché delle più importanti applicazioni pratiche, costituisce un requisito essenziale, benché non unico: occorrono, altresì, costanti aggiornamenti ed approfondimenti mirati sulle prassi applicative.

Per tali ragioni, Hedya fornisce percorsi formativi e di aggiornamento, nonché servizi di consulenza.

Hedya propone un articolato percorso formativo, in relazione agli specifici bisogni e livelli formativi.

In particolare, si prevede:

 

  1. Corsi di formazione per Data Protection Officer
  • Corso “DPO: DATA PROTECTION OFFICER”, necessario per accedere a un percorso di elevata specializzazione. Il corso ha una durata di 40 ore di lezioni teoriche e 6 ore di simulazione dell’attività quotidiana del DPO;
  • Corso “DPO: DATA PROTECTION OFFICER – Avanzato”, per chi ha già acquisito le conoscenze di base di natura giuridica e organizzativa e intende acquisire le nozioni pratico- applicative di base per svolgere le attività di DPO;

 

  1. Corsi di formazione per tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di trattamento dati

 

  1. Formazione e consulenza in materia di Digitalizzazione

Hedya supporta le Pubbliche Amministrazioni anche attraverso servizi di consulenza mirati, in materia di digitalizzazione, sui temi più critici connessi agli obblighi e agli adempimenti prescritti dalla legge.

Per tali ragioni, Hedya propone il percorso formativo “IL RESPONSABILE PER LA TRANSIZIONE AL DIGITALEper il corretto svolgimento dei compiti del Responsabile per la Transizione al Digitale, considerato il driver della transizione al Digitale.

Il percorso è rivolto:

  • a tutti coloro che all’interno delle Pubbliche Amministrazioni sono coinvolti, a vario titolo, nei processi di trasformazione alla modalità digitale;
  • a tutti coloro che sono stati nominati e che svolgono attualmente il ruolo di Responsabile per la Transizione al Digitale.

 

Ulteriori dettagli sui percorsi formativi sono disponibili qui.

 

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