Il Responsabile per la Transizione al Digitale nel mirino della Corte dei conti: obblighi di digitalizzazione della PA e danno erariale

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Quale valore assume la Digitalizzazione per la PA?

 

Con il recente protocollo d’intesa, siglato alla fine del 2018 tra la Corte dei Conti e il Commissario straordinario per l’Attuazione dell’Agenda digitale, si conferma la centralità dell’innovazione digitale per l’evoluzione delle Pubbliche Amministrazioni.

Il protocollo, infatti, per un verso impone alla PA di considerare l’innovazione come condizione obbligatoria e strumento necessario per l’operato delle Amministrazioni; per altro verso, prevede l’attivazione dei poteri di controllo della Corte dei conti in caso di inottemperanza agli obblighi di Digitalizzazione.

La Corte dei Conti, potrà dunque:

  • verificare se la mancata digitalizzazione di processi o servizi possa minare la corretta gestione delle risorse collettive;
  • in tal caso, accertare la configurabilità del danno erariale.  il Responsabile per la transizione al digitale deve avere “adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali”.

 

Qual è il ruolo svolto dal Responsabile per la Transizione al Digitale?

 

Il Responsabile per la Transizione al Digitale svolge un ruolo dirimente nella diffusione della cultura digitale nelle realtà pubbliche. Questa figura era già stata introdotta dal 2016 nel Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD): si prevedeva, in particolare, che ciascuna amministrazione nominasse un Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD).

Questa figura, tuttavia,  è risultata per molto tempo assente in numerose realtà amministrative: come già rilevato dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione, nella Circolare n. 3 del 1 ottobre 2018, il Ministro per la Pubblica Amministrazione ha sollecitato tutte le PA a individuare al loro interno un Responsabile per la Transizione al Digitale. Il novellato articolo 17, oltre all’estensione dell’obbligo a tutte le PA (mentre in passato tale obbligo era limitato alle sole amministrazioni centrali),  impone l’obbligo di individuare un ufficio cui affidare “la transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione”.

Il Responsabile per la Transizione al Digitale diventa l’attore principale di un nuovo approccio, teso al digitale non solo nella definizione dei processi, ma anche nell’organizzazione delle risorse e nella definizione delle priorità e delle strategie dell’ente

Tra le sue funzioni, infatti, quella principale è di garantire operativamente la trasformazione digitale dell’Amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di nuovi modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini.

 

Quali competenze necessarie?

 

L’articolo 17 CAD richiede il possesso, da parte del Responsabile per la Transizione al digitale, di “adeguate competenze tecnologiche”Come specificato dalla  Commissione parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione  nella sezione dedicata al Responsabile della Transizione al Digitale (4.1), sono necessari precisi requisiti che deve possedere detto ruolo.

Per acquisire le conoscenze pratiche di base per il corretto svolgimento dei compiti del Responsabile per la Transizione al Digitale, ma anche dei soggetti che lo supportano nello svolgimento delle attività, si suggerisce il percorso formativo IL RESPONSABILE PER LA TRANSIZIONE AL DIGITALE.