Diritti degli interessati, illegittimo cancellare i dati per impedire riscontri

GDPR e tutela degli interessati: quali regole per garantire l’esercizio dei diritti?

Con una recente pronuncia del 15 maggio, l’Autorità di controllo danese ha fornito ulteriori dettagli applicativi sulla gestione delle richieste avanzate dai soggetti interessati.

I diritti degli interessati costituiscono il nucleo della protezione dati. Il GDPR, infatti, rispetto alla previgente disciplina contenuta nella Direttiva europea 1995/46/Ce, investe l’interessato di più ampie facoltà, affinché lo stesso possa effettivamente esercitare forme più incisive di controllo sul trattamento dei propri dati personali.

Per tali ragioni, gli articoli 13 e 14 GDPR prevedono l’obbligo, gravante sul titolare del trattamento, di informare l’interessato della possibilità di esercitare i diritti di cui agli articoli 15 -22 (in particolare, diritto di accesso, di cancellazione, di limitazione del trattamento, diritto alla portabilità dei dati), nonché di proporre reclamo dinanzi all’autorità di controllo.

L’Autorità danese, in particolare, si è pronunciata sul delicato tema dell’esercizio dei diritti dell’interessato nei confronti del trattamento dati svolto da società di recruiting. In particolare, a seguito di un’istanza di esercizio dei diritti ai sensi dell’articolo 15 GDPR, un soggetto aveva avanzato richiesta di accesso ai propri dati personali.

La società di recruiting JobTeam, piuttosto che fornire le informazioni richieste dall’interessato, aveva invece provveduto a cancellare aprioristicamente le informazioni dai propri archivi, rendendo così impossibile l’esercizio di ogni diritto riconosciuto dal Regolamento.

A seguito di reclamo proposto all’Autorità di controllo, questa ha censurato la condotta della società di recruiting: l’Autorità danese, in particolare, ha ravvisato la violazione dei principi contenuti all’articolo 5 GDPR: come è noto, tale disposizione richiede che i dati personali debbano essere sempre trattati in modo lecito, corretto e trasparente. La decisione di cancellare i propri dati dai propri archivi, piuttosto che soddisfare la richiesta dell’interessato, integra un comportamento contrario ai requisiti previsti dall’art.5 del Gdpr; peraltro, l’Autorità di controllo danese ritiene che tale strategia comportamentale impedisse altresì ogni forma di controllo e verifica tanto da parte dell’autorità di controllo, quanto dell’autorità giudiziaria.

Pertanto, alla luce del quadro normativo danese in tema di data protection, la pratica è stata trasferita alle competenti autorità di polizia danesi, che dovranno valutare la sussistenza di condotte penalmente rilevanti, oltre alla possibilità di convalidare la sanzione pecuniaria sulla base della proposta dell’autorità.

 

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La recente posizione adottata dall’Autorità di controllo danese per la protezione dati dimostra che per poter operare correttamente sul web e nei luoghi di lavoro, occorre una buona conoscenza dei principi e delle novità introdotte dal GDPR.

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